In risposta ai cambiamenti climatici e all'aumento della frequenza di ondate di calore estreme, la Regione del Veneto ha approvato, con la DGR n. 376 del 19 maggio 2026, un nuovo Protocollo d’Intesa per la tutela della salute e sicurezza dei lavoratori. Questo documento, sottoscritto da istituzioni (INPS, INAIL, Ispettorato del Lavoro) e parti sociali (sindacati e associazioni datoriali), mira a promuovere una cultura della prevenzione sistematica contro lo stress termico e i rischi legati alla radiazione solare.

1. Ambito di applicazione e finalità

Il Protocollo si applica a tutti i settori produttivi, sia pubblici che privati, operanti nel territorio regionale. La prevenzione riguarda:

  • Ambienti Outdoor: rischio da calore e radiazione solare diretta (es. cantieri, agricoltura).
  • Ambienti Indoor: rischio da calore in locali non adeguatamente climatizzati o influenzati dalle condizioni esterne (es. logistica, officine).

Il documento recepisce e promuove le "Linee di indirizzo" approvate dalla Conferenza delle Regioni nel 2025, fornendo uno strumento tecnico-operativo aggiornato per datori di lavoro e consulenti.

2. Gli obblighi del Datore di Lavoro (D.Lgs. 81/2008)

La normativa vigente obbliga il datore di lavoro a valutare tutti i rischi, inclusi quelli microclimatici e fisici (Artt. 28 e 180-186). Il nuovo Protocollo specifica che tale valutazione deve essere dinamica e aggiornata in base all'organizzazione del lavoro e alle condizioni climatiche.

Tra gli strumenti consigliati per lo screening dei rischi figurano:

  • Il portale Worklimate, che offre mappe previsionali di allerta a tre giorni.
  • Il Portale Agenti Fisici, per il calcolo di indici specifici come il WBGT o il metodo PHS (per valutazioni più accurate).

3. Misure di prevenzione concrete

Le Parti hanno concordato un approccio integrato che prevede misure organizzative, tecniche e procedurali:

  • Valutazione e Documentazione: Integrazione del rischio calore nel Documento di Valutazione dei Rischi (DVR) e, nei cantieri, nel Piano di Sicurezza e Coordinamento (PSC) e nel Piano Operativo di Sicurezza (POS).
  • Organizzazione del Lavoro: Gestione degli orari per evitare le ore più calde, rotazione del personale e sospensione delle attività in caso di allerte elevate.
  • Ambiente e Pause: Previsione di pause di recupero in aree ombreggiate o climatizzate e disponibilità costante di acqua potabile per una corretta idratazione.
  • DPI e Formazione: Fornitura di abbigliamento idoneo (tessuti naturali, colori chiari, protezione UV) e formazione specifica dei lavoratori sui sintomi da calore e sulle procedure di primo soccorso.

4. Effetti sulla salute e Sorveglianza Sanitaria

Il Protocollo pone l'accento sulla gravità delle patologie correlate al caldo. Si va da disturbi lievi come la dermatite da sudore o i crampi, a condizioni critiche come l'esaurimento da calore e il colpo di calore. Quest'ultimo è definito come un'emergenza medica che può causare danni agli organi interni o il decesso.

Un ruolo centrale è affidato al Medico Competente, incaricato della sorveglianza sanitaria con particolare attenzione ai lavoratori sensibili (soggetti con patologie pregresse o che assumono farmaci particolari).

5. Focus sui settori critici: Agricoltura, Edilizia e Logistica

Le "Linee di indirizzo" allegate al Protocollo includono schede di autovalutazione specifiche:

  • Agricoltura: attenzione ai lavoratori stagionali, protezione di testa e collo e uso di occhiali con filtri UV.
  • Edilizia: obbligo di integrare il POS con misure gestionali, come la variazione dell'orario di lavoro (previa deroga comunale per i rumori) e l'uso di magliette tecniche ad alta visibilità traspiranti.
  • Logistica: gestione degli ambienti "ibridi" (magazzini con ribalte aperte) e degli sbalzi termici per chi opera tra celle frigorifere e aree calde.

6. Impegni istituzionali

La Regione del Veneto si impegna a monitorare l'attuazione del Protocollo tramite le Aziende ULSS e a coordinare campagne di sensibilizzazione. In situazioni di emergenza climatica eccezionale, la Regione si riserva di adottare provvedimenti straordinari per tutelare la salute pubblica.

Il Protocollo ha una durata triennale e si rinnoverà automaticamente, garantendo una protezione continua nel tempo.